Lo scorso 25 agosto in Piazza Giordano a Foggia è stato organizzato un presidio rumoroso per non dimenticare Hayat Fatimi, uccisa il 7 agosto 2025 sulla soglia di casa dall’ex compagno.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo che l’ha uccisa era già stato denunciato e avrebbe dovuto indossare un braccialetto elettronico. L’ordinanza, però, non era mai stata eseguita perché ritenuto “irreperibile”. Dopo il delitto, è stato rintracciato e arrestato in appena dodici ore, un paradosso che ha sollevato dure polemiche.
Gli organizzatori del presidio sottolineano come lo Stato non sia riuscito a garantire alla donna la protezione necessaria. “Non possiamo accettare che le misure restino inefficaci. Le leggi per punire non bastano se non accompagnate da una prevenzione seria e da una tutela concreta. La morte non può essere risarcita da un ergastolo”, si legge nell’appello.
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